
Karl-Ludwig Schibel ai 26esimi Colloqui di Dobbiaco nel 2015. Foto:©Ulrike Rehmann
Nelle prime ore del 4 aprile, Karl-Ludwig Schibel ci ha lasciati dopo una grave malattia. Dal 2010 insieme a Wolfgang Sachs ha strutturato e curato i Colloqui di Dobbiaco, offrendo così un contributo di grande valore al pensiero eco-sociale in Alto Adige e oltre. Siamo profondamente scossi e ne piangiamo la scomparsa.
Karl-Ludwig è stato un pioniere dell’ecologia con una chiara volontà progettuale e realizzativa, capace di ispirare molte persone in Italia e in Germania. Ha studiato sociologia a Francoforte, tra gli altri con Theodor Adorno, e negli anni ’70 ha insegnato ecologia sociale alla Goethe Università. In quegli anni, insieme a Bernd Leineweber, ha pubblicato “Die Revolution ist vorbei – wir haben gesiegt: die community-Bewegung. Zur Organisationsfrage der Neuen Linken in den USA und der BRD” (“La rivoluzione è finita – abbiamo vinto. Il movimento delle comunità locali. Come organizzare la nuova sinistra negli Usa e nella repubblica federale tedesca”). Inoltre, come esperto della materia, è stato tra i fondatori di una comune rurale nella Bassa Baviera e successivamente, a partire dal 1981, si è trasferito tra le montagne dell’Umbria dove è stato tra i fondatori della comunità rurale Utopiaggia.
Dal 1988 al 2005 Karl-Ludwig ha organizzato a Città di Castello la Fiera delle Utopie Concrete fondata con Alexander Langer. Questa fiera era una combinazione unica, senza eguali, di conferenze, laboratori, teatro e musica. Per molti anni è stato anche membro del consiglio direttivo dell’associazione Klima-Buendnis der europäischen Städte (Alleanza per il Clima delle Città europee) e coordinatore nazionale della sezione italiana di Alleanza per il clima. Nel 2005 è uscito il volume “Le città contro l’effetto serra”, curato insieme a Silvia Zamboni. In questo ambito, è stato invitato a tenere conferenze e a fornire consulenze presso comuni e imprese, e ha curato, tra l’altro, come editorialista le rubriche “Life Style” sulla rivista QualEnergia e “Le buone pratiche” su l’Altrapagina.
Come curatore dei Colloqui di Dobbiaco è stato insostituibile fin dalla fase preparatoria. E ogni volta che in sala si avvertiva anche solo un tenue nervosismo da parte dei partecipanti, come una roccia riusciva a smorzare le tensioni. Grazie alla conoscenza del panorama ecologista in Italia, Germania ed Europa, nella definizione del programma il suo contributo è stato fondamentale. Inoltre, gestiva la corrispondenza con i relatori, interveniva quando gli ingranaggi dell’organizzazione non scorrevano fluidamente, e ogni volta che il contenuto di una conferenza si faceva incerto, s’impegnava a fondo per trovare la soluzione. Quante riunioni del Comitato scientifico, grazie a tenacia, visione d’insieme ed eleganza, ha portato a termine Karl-Ludwig, l’intellettuale dall’aspetto esile, ma dalla grande esperienza nelle dinamiche degli incontri di gruppo? Per non parlare di come moderava gli incontri! Quanto erano brillanti le sue introduzioni, agili i collegamenti tra una relazione e l’altra degli esperti, quanto era “tedesco” il suo rigore per la puntualità e quanto “italiana” la sua capacità di improvvisazione!
Karl-Ludwig ci mancherà, non solo a Dobbiaco, ma anche a Piaggia, a Città di Castello, in Germania e in Europa. Possiamo colmare il vuoto che ci lascia solo mantenendo vivo il suo ricordo con le parole e con le azioni. Qual era il motto di Václav Havel con cui abbiamo aperto gli ultimi Colloqui di Dobbiaco, intitolati “Speranza contro ogni speranza”?
“La speranza non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che qualcosa ha senso – indipendentemente da come andrà a finire.”